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La psicoterapia è un luogo in cui poter essere accolti e prendersi cura delle proprie difficoltà ritrovando e muovendo capacità intime e personali; è uno spazio interiore che vuol dar voce e ascolto alla propria storia e alle sue, alle nostre, emozioni.

Siamo fatti di storie. L'anima è tessuta di storie come il corpo di atomi. Siamo i ricordi, i racconti che abbiamo ascoltati, letti in musiche, libri, film, quadri, paesaggi, gli aneddoti della nostra vita e quelli che ci svelano gli altri. Siamo i sogni che ci accompagnano di notte e quelli che illuminano il giorno. Diventiamo reali e ci accendiamo quando incontriamo un altro volto, quando ci riconosciamo nelle sue emozioni, nei sentimenti, nei tratti che affiorano spontanei o nella luce particolare di uno sguardo. Le storie stesse, a ben vedere, non diventano reali perché i fatti che contengono sono accaduti o accadranno, ma si avverano quando sono raccontate. Siamo le nostre storie quando raccontiamo, e le storie degli altri diventano nostre quando un'altra voce le avvera donandocele.

Risonanze della Psiched

Il Disegno Narrativo Condiviso: immagini e storie in psicoterapia (Armando)


Dal 20 giugno 2019 nelle librerie e negli store online il volume sul Disegno Narrativo Condiviso nella psicoterapia con i pazienti adulti

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Disegnare e raccontare assieme a un paziente in psicoterapia presuppone uno scambio ricco di ritmi differenti, con musicalità proprie, pause, dissonanze, momenti di sintonia e di co-creatività. Lo spazio della terapia diviene simile a una partitura musicale, dove più voci e strumenti si accordano per dar vita alla musica e al racconto. La musicalità della coppia terapeutica contribuirà al racconto nuovo che il paziente darà della sua storia e ai nuovi orizzonti di senso che si riusciranno a vedere.

Il libro, attraverso lo sfondo epistemologico e culturale offerto dall’infant research, dalla psicoanalisi, dalla psicologia analitica e dal Gioco della Sabbia, dal mito, dalla fiaba e dall’arte, presenta il gioco terapeutico del Disegno Narrativo Condiviso in percorsi clinici con pazienti adulti e sottolinea l’importanza di un’attitudine ludica alla narrazione tanto nella terapia con i bambini quanto nell’incontro con l’adulto (Dalla quarta di copertina).

Con un contributo di Stefania Baldassari.


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Il Disegno Narrativo Condiviso

Disegnare e raccontare nella psicoterapia con i bambini (Armando Editore)

Il Disegno Narrativo Condiviso è una tecnica grafico-narrativa che vede impegnati contemporaneamente bambino e terapeuta. Il disegno comincia tracciando su un foglio una serie di punti casuali (alcuni saranno del terapeuta, alcuni del bambino); successivamente, e ancora nello stesso tempo, la coppia terapeutica unirà tutti i punti con delle linee creando delle figure geometriche chiuse; infine, in ogni parte del disegno, a turno, ciascuno cercherà con la propria fantasia degli oggetti e dei personaggi, o parti di essi. Quando tutti gli spazi saranno sostituiti con dei disegni, paziente e terapeuta coloreranno insieme. Dopo aver disegnato e colorato, il bambino inventerà una storia in cui siano presenti tutti gli oggetti e i personaggi del disegno appena terminato, mentre il terapeuta la trascriverà su un secondo foglio.


"Il testo è un invito a immaginare, giocare e mettersi in gioco. Nel percorso terapeutico, come nella vita, l'intersoggettività è un'esperienza ineliminabile, non si può che essere insieme, generando un'area intermedia frutto inedito e creativo dell'incontro dell'unicità di ciascuno (...) Le conoscenze teoriche diventano nella stanza della terapia esperienza viva, permettendo all'Autore di scrivere un testo che propone in modo stimolante ed originale uno strumento noto da sempre nel lavoro terapeutico con i bambini e non solo: il disegno (...) L'immagine, l'immaginare e il raccontare, centrali per lo sviluppo e il divenire della vita psichica, dominano la scena. È un piccolo paziente a guidare Gianluigi nella creazione di quello che solo successivamente chiamerà Disegno Narrativo Condiviso ..." (Dalla Prefazione di Stefania Baldassari).


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